COMO-ROMA 2-1: AFFONDA LA FLOTTA

Ci sono partite che iniziano bene, pure troppo bene. Quelle in cui dopo pochi minuti pensi: “Oh, stavolta forse ce la portamo a casa senza soffrì”. E invece no. Perché se sei romanista lo sai che la tranquillità dura sempre poco. Il tempo di farti abbassare le spalle sul divano… e già stai a mormorà:
“Ao… nun me fido.” E infatti lo scenario diventa subito chiaro, cosi come i messaggi che impazzano su whatsapp tutti con lo stesso tono “sta partita non vinci mai, ce stanno a pia a pallonate”.

La trasferta sul lago di Como finisce 2-1 per i padroni di casa, con una di quelle rimonte che a Roma ormai conosciamo fin troppo bene. La Roma parte avanti, poi si perde strada facendo e alla fine torna a casa con zero punti e parecchi rimpianti. Insomma: la flotta parte bene… ma alla fine affonda.

La partita si sblocca praticamente subito. Dopo appena 7 minuti, El Shaarawy recupera un pallone aggressivo e viene steso in area da Diego Carlos. L’arbitro indica il dischetto senza troppe discussioni.

Sul pallone si presenta Donyell Malen, che dal dischetto non sbaglia.

1-0 Roma.

Partita in discesa, almeno apparentemente.
Il gol dà subito l’idea di una serata gestibile: vantaggio rapido, ritmo sotto controllo e Como costretto a rincorrere. Ed è proprio in quel momento che il tifoso romanista, per esperienza, comincia a sospettare.

Perché nella testa parte subito quel pensiero tipico:
“Sì vabbè… però chiudiamola, eh.”

Il Como cresce e la Roma sparisce. Col passare dei minuti la partita cambia lentamente faccia. Il Como prende fiducia, alza il baricentro e comincia a giocare con più coraggio. La Roma invece arretra troppo, perde campo e soprattutto perde lucidità nella gestione del pallone.

I numeri raccontano bene la partita: il Como domina nel possesso e costruisce molto di più, mentre la Roma produce pochissimo in attacco. E quando lasci la partita aperta… prima o poi il conto arriva.

Nel secondo tempo il Como accelera davvero. Al 59’ arriva il pareggio: Douvikas trova lo spazio giusto e batte Svilar rimettendo la partita in equilibrio.  La Roma accusa il colpo.

E poco dopo la situazione si complica ulteriormente quando Wesley viene espulso per doppia ammonizione, lasciando i giallorossi in dieci uomini. Espulsione senza senso e interrogativi sulla tarantella del Var legittimi, regolamento assolutamente da rivedere perché in generale se sono viste troppe di queste cose in tutti i campi di Serie A.

A quel punto l’inerzia della gara è tutta dalla parte dei padroni di casa.Il Como spinge, la Roma prova a resistere… ma al 79’ arriva il colpo finale. Proprio Diego Carlos, lo stesso che aveva causato il rigore iniziale, si fa perdonare segnando il 2-1 che completa la rimonta. 

E lì, davanti alla televisione, la frase del tifoso romanista è praticamente automatica:

“Vabbè… stagione finita.”

Una storia già vista

Il finale è fatto di qualche pallone buttato in area, un po’ di confusione e tanta frustrazione. Ma la sostanza non cambia. Il Como vince 2-1, si prende tre punti pesantissimi e rilancia le sue ambizioni europee, mentre la Roma scivola dietro nella corsa alle posizioni alte della classifica. 

E il tifoso romanista resta con quella sensazione che conosce fin troppo bene. Non tanto la rabbia. Piuttosto quella specie di rassegnazione ironica che ti fa sospirare e dire:

“Oh… ma possibile che ogni anno è la stessa storia?”

Perché alla fine il romanismo funziona così. Parti convinto. Vai avanti. Poi succede qualcosa. SEMPRE !!!

Piccola postilla, per chi non l’avesse vista. Guardatevi attentamente la punizione battuta da Kostas Tsimikas entrato dalla panchina. Nse po vede, ma non se po nemmeno fare il reso stile Amazon ?. Ecco la differenza la fa sempre la qualità della rosa. La Roma negli 11 se la gioca, ma se gle ne levi 3 o 4 allora sono dolori con tutti.

E mentre la partita finisce e il lago di Como festeggia, a Roma resta solo una frase che riassume perfettamente la serata:

“Vabbè… daje tutto sulla coppa giovedì.”

Phella.