Il trasporto pubblico a Roma sud torna al centro del dibattito politico. Con l’approvazione del bilancio di previsione 2026, il Senato ha inserito nero su bianco una richiesta chiara: “servono nuove infrastrutture su ferro per il quadrante pontino–ardeatino”. Un territorio che conta almeno centomila abitanti e che, da anni, paga il prezzo di uno sviluppo urbano non accompagnato da un adeguato sistema di mobilità. Prolungare la metro B oltre Laurentina, estendere il filobus fino a Trigoria e ripensare nuove stazioni metropolitane lungo l’asse Pontina e Ardeatina.
“Il Piano regolatore ha comportato una forte urbanizzazione a cui non è stato accompagnato un adeguato sviluppo infrastrutturale” è quanto si legge nell’ordine del giorno presentato in Senato dal senatore Andrea De Priamo e sottoscritto dalle colleghe Lavinia Mennuni e Cinzia Pellegrino. Una fotografia che descrive una criticità ben nota agli abitanti del Municipio IX, dove il traffico privato è diventato ormai parte della quotidianità, tra imbottigliamenti cronici e tempi di percorrenza sempre più lunghi.
L’ordine del giorno impegna il Governo ad avviare un confronto con Roma Capitale per valutare una serie di interventi strategici. Tra questi, come precedentemente citato, il prolungamento della metro B dalla stazione Laurentina verso Castel di Leva e Divino Amore e la riattivazione di un progetto già discusso in passato, ossia, l’estensione del filobus (ad oggi fermo a Fonte Laurentina) fino al Campus Biomedico e Trigoria. Tra le proposte anche la revisione del progetto della metro D, con l’ipotesi di prolungare la linea dalla Stazione Agricoltura all’Eur lungo l’asse della Pontina, per servire quartieri densamente abitati come Spinaceto, Tor de’ Cenci e Torrino. Interventi che, viene sottolineato, dovranno essere progettati riducendo al minimo l’impatto ambientale e tutelando le numerose aree protette presenti nel territorio.
Di Valentina D’Ambra /Eur Inside