LECCE ROMA – Quando il dopo fa più “Rumore”

Lecce-Roma finisce con una vittoria giallorossa. Il tabellino segna 0-2, quindi ce ne sarebbero di argomenti “da campo”. La Roma, con ben nove assenti, senza l’intera difesa, con le punte che segnano entrambe e con Dovbyk che si “rompe” di nuovo dopo pochi minuti ed è costretto a uscire. La Roma chiude il girone di andata a 36 punti ed è in piena lotta per la Champions.


E allora? Perché tutta questa premessa? il messaggio pre-partita di Federico (altro curvaiolo) era stato profetico e merita la trascrizione integrale “certo che se dopo almeno 8 mercati, tra quello estivi e quello di gennaio, oggi 6 gennaio 2026, partirà titolare El Shaarawy, si può dire che qualcuno non ha lavorato bene?”

Mentre, sul mio comodo divano, aspetto a fine partita il commento di Gasperini per capire se ho avuto una visione chiara dell’andamento, mentre leggo i commenti post-partita delle innumerevoli chat di Romanisti Inside, mentre penso a cosa cucinare per cena, arriva come un fulmine a ciel sereno l’annuncio che Gasperini non si presenterà davanti ai microfoni.

Chi segue la Roma sa che sono giorni molto tesi: questo amore mai sbocciato tra Gasperini e Massara esce in tutta la sua complessità. I rinforzi non arrivano e i titoloni del “tutto fatto” sugli obiettivi giallorossi sbattono e ci fanno sbattere il muso con la realtà. Gasperini non te le manda a dire, lo stiamo conoscendo: è ambizioso, vuole vincere e, come si suol dire, je parte la scintilla facile.

A Roma esiste un sottobosco, ed è quindi difficile che non trapeli nulla. Si parla di un acceso confronto sul pullman e del fatto che Massara sia sceso ed abbia fatto ritorno da solo a Roma (avrà usato er pollicione?). Sembra un film già visto in questi ultimi anni: l’allenatore che chiede calciatori che non gli vengono dati, alcune promesse fatte e non mantenute. Insomma, un “allenatore incazzato” che comincia a non mascherare più la sua incazzatura.

Il rumore sale e così anche le notizie, non certo rassicuranti: tensioni, malumori, supposizioni. Arriva la notizia di un vertice urgente e immediato tra la società e tutti gli attori interessati. Conosciamo il modus operandi dei Friedkin e questo mette un po’ paura: i Texani so coatti e rosiconi e, quando apprendiamo che sono in direzione Roma, scatta immediatamente il pensiero che “qualcuno me sa che salta”.

Nemmeno la notizia che “gli altri” stanno peggio di noi sembra rassicurare: vendono tutti i loro pezzi da novanta. Il padre padrone sembra il giorno dopo aver rassicurato il Gasp, ribadendo la volontà di rafforzare la Roma, ma pare abbia chiesto allo stesso di avere un “tono” più adatto alla loro filosofia.

A me questa filosofia non piace, lo dico subito, forse perché me se attaccano le cellule molto spesso. Preferisco chi, come Mourinho e Gasperini, è sì aziendalista, ma fino a un certo punto. Vogliono vincere, e chi ha voglia di vincere e migliorare la Roma, e non accetta compromessi, avrà sempre il mio appoggio!

Aspettiamo con ansia la prossima puntata della “Telenovela del Calcio Mercato”.

Phella