PANATHINAIKOS – ROMA : OTTAVI E S’ABBRACCIAMO

PANATHINAIKOS – ROMA : OTTAVI E S’ABBRACCIAMO

Ieri sera ad Atene s’è vista una Roma che nun molla mai, “come ‘n romano davanti a ‘na coda all’ufficio postale”. E pure in dieci uomini per quasi tutta la partita ha tirato fuori il carattere giusto per portare a casa un punto d’oro: finisce Panathinaikos–Roma 1-1 e i giallorossi centrano la qualificazione diretta agli ottavi di Europa League.

La serata parte subito in salita: già al 15’ arriva l’espulsione di Gianluca Mancini, rosso diretto per fallo da ultimo uomo. Seduto in panchina se so’ pure rivisti l’intervento, ma l’espulsione resta sacrosanta.

La Roma resta in 10 contro 11, ma non s’arrende e comincia a stringe li denti.

Nel primo tempo qualche chance per i giallorossi c’è: un tiro di Tsimikas che impegna Lafont, tante palle goal sprecate e quella sensazione costante che “se stamo a magnà pure l’impossibile”. Ma la palla nun entra e si va al riposo sullo 0-0.

Nella ripresa, però, arriva la doccia fredda. Al 58’, complice un errore in uscita di Ghilardi — che ovviamente appena uno lo incensa e ne parla bene che fa? — serve la palla a Taborda, che s’infila e porta avanti i greci: 1-0 Panathinaikos.


Sia chiaro: per me colpevole pure Gollini, che sembra quasi svenuto mentre prova a parare, tipo quando te beccano e pe’ fa er vago te fingi morto. Partita che sembra incanalata, film già visto, titoli de coda pronti. “E invece no, perché ‘sta Roma c’ha la testa dura.”

Sembra la classica serata romanista, nel più drammaticamente assurdo stile romanista. Due risultati su tre disponibili per il passaggio diretto e tu, ovviamente, punti sull’unico non buono. Il Bologna che vince, la differenza reti che te condanna, Saturno che entra in Giove, l’eclissi lunare e tutte le sifghe che noi romani ci chiamiamo da soli, insomma.

Ma i ragazzi di Gasperini, a differenza mia, non se danno per vinti. E quando sembra che tutto stia per finì “come ‘na puntata de ‘na serie che nun te spiega er finale”, ecco er colpo de scena. All’80’  Pisilli mette dentro una palla col contagiri e Ziolkowski, de capoccia manco fosse Pruzzo, la piazza dove er portiere nun po’ arrivà. Pareggio! 1-1, e finalmente se respira.

È un punto che vale doppio. Non solo per er risultato in sé, ma perché permette ai giallorossi di evità i playoff e staccà dritti er pass per gli ottavi. “Non è che semo qui a festeggià co’ ‘na banda musicale, ma pe’ come s’era messa… daje!”

In una competizione dove la Roma ha già fatto vede cose buone — come la vittoria 2-0 contro lo Stoccarda — e dove la squadra gioca con intensità, sacrificio e spirito de gruppo, questo 1-1 sa de piccola impresa.

Insomma: una Roma coriacea, col fiato corto ma co’ ‘l core grande.

E come direbbe er tifoso sotto casa, quello che capisce tutto:
“Se ce metti ‘sto spirito, poi praticamente ce tocca pure vincé er torneo!”

Phella