PHELLA L’ARBITRO E IL CALCIATORE

Eccoci qua. Prima o poi doveva succedere: prima o poi dovevo parlare anche io della Roma alla massa.
Sarà perché ormai ascolto più radio romane che musica, sarà perché vivo allo stadio, ogni maledetta domenica, una sacralità chiamata PARTITA. Sarà quel che sarà, ma una certa presunzione ce l’ho: credo di avere ben chiaro il polso del popolo romano, di capire come la pensa, come si schiera e come si divide costantemente senza mezze misure.

Questa rubrica non ha lo scopo di divulgare informazioni sportive né di dare scoop di mercato, lungi da me. Questa rubrica vuole solo raccontare il pensiero del giorno dopo di un tifoso. In questa puntata zero, quindi, non parlerò della partita ma parlerò del tifoso giallorosso che poi, in fondo, è “parla mpo’ de me”.

Il tifoso giallorosso non è soltanto un appassionato di calcio: è qualcuno che vive la propria squadra come una parte fondamentale della propria identità. A Roma, quando nasce un bambino, ancora prima del nome c’è sempre chi chiede: “Ma è de la Roma si?”. Perché qui la Roma non è semplicemente una squadra, ma una tradizione che si tramanda, una passione che accompagna tutta la vita.

Il romanista si riconosce facilmente. La mattina accende la radio in macchina e si sintonizza su una delle tante emittenti sportive che parlano della Roma senza sosta. Che sia “Marione”, una radio popolare o qualunque stazione con il cuore giallorosso, il tifoso resta lì ad ascoltare opinioni, discussioni animate, entusiasmi e polemiche. Perché a Roma l’umore dei tifosi fa parte della vita quotidiana: è quasi una colonna sonora.

E poi c’è lo stadio, il vero luogo sacro del tifo. Il giorno della partita è speciale: si parte presto, “che se no nun se trova parcheggio”, si incontrano gli amici, magari si beve una birra appena fuori dalla zona dell’Olimpico, mentre iniziano a comparire sciarpe, bandiere e cori. Entrare all’Olimpico è come varcare la soglia di un tempio. E quando parte l’inno di Venditti, “Roma Roma Roma”, l’emozione arriva puntuale, perché non è una semplice canzone: è una dichiarazione d’amore collettiva.

Essere tifosi romanisti significa questo: avere dentro una passione che si rinnova ogni settimana, un bisogno di cantare, condividere, sostenere, anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Perché la Roma “non si discute si ama” o forse si discute anche ma su una cosa si è tutti d’accordo, “Il gol de Turone era bono!”

Phella