La partita di ieri è una di quelle partite che fatichi a commentare, anzi che fatico a commentare. È più corretto dire così, perché la realtà forse è che sono io che fatico letteralmente. Un primo tempo in cui non riusciva nulla, uno di quei primi tempi in cui ti interroghi su un’involuzione; insomma, uno di quelli in cui ti viene da dire: ma che se so’ rincojoniti?
Ora, a essere onesti, bisognerebbe fare una premessa: senza nove giocatori e senza calciomercato, per non parlare degli influenzati di questo periodo, di cui io sono buon testimone.
Comunque fatto sta che al 17’ Svilar salva letteralmente il risultato: questo ragazzo sembra fare sempre la cosa giusta, questo supereroe ce mette sempre na pezza! Che Dio ce lo preservi, perché se la Roma sta dove sta è merito suo e di Gasperini!
Al 36’ se scracchia Ferguson, tanto pe’ cambià: nsia mai che tra lui e Dovbyk riscimo a fà un attaccante sano. Tre minuti dopo chiede il cambio e ciao. A me sembrava avesse preso la prima volta una botta, la famosa “vecchietta”, ma secondo me in pochi mi capiranno.
Entra El Shaarawy, l’immortale giocatore della Roma, che tira solo de piattone ma fa sempre er suo.
Il primo tempo finisce così, 0-0, tra incazzature varie e pensieri classici da romanisti: ma non è che sprecamo l’occasione pure ’sta vorta?
Il secondo tempo inizia come il primo, tranne che per un rigore prima dato e poi tolto alla Roma e, ovviamente, “oggi non è aria amico” sembra essere la frase più gettonata tra di noi.
Ma poi succede che al 63’ c’è un cambio nella Roma: Wesley per Tsimikas. La mia analisi temporale finisce qui, vi avviso subito, perché ora tutto prende nella mia testa narrativa un’altra piega.
Samba. Sento samba nell’aria. Il brasiliano che nemmeno doveva essere in panchina porta allegria e fa quello che mi piace di più: va avanti, sempre avanti. Punta, sbaglia, ma sempre avanti va. A ritmo di samba, non per classe ma per voglia di divertimento. La Roma sembra seguirlo: tutti girano a una velocità diversa, con uno spirito diverso, con una felicità diversa. Fraseggi di prima, tocchi di classe, daje de tacco e daje de punta. Celik sembra non Celik, quindi boh. Comunque la passa a Soulé, che la mette sulla testa di Koné (ho fatto la rima). Gooooooool!
Tre minuti dopo altra magia: sembra di sentire Garota de Ipanema, interpretata da Ghilardi, El Shaarawy e Soulé, con il tocco del Faraone che te fa esclamà: ao, calcio champagne!
La Roma ne poteva fare altri due o tre prima del fischio finale, ma poco importa.
La Roma vince e quando vedo che Gasperini bacia e abbraccia tutti capisco che ha il gruppo in mano.
Famiglia: la Roma è una famiglia, fatevene ’na ragione!
Mo’ però compratece qualcuno.
Phella