TORINO ROMA – NON “MALEN” LA PRIMA

Torino-Roma non e’mai stata storicamente ‘na partita da aspettasse spettacolo. E’ ‘na partita da stringi i denti e pedala”. Campo difficile, avversario fastidioso, pubblico caldo e ‘n Torino che te viene addosso come se dovesse recuperà er motorino rubato. E invece la Roma, con calma e cattiveria, se l’è portata a casa. 0-2. Pulita? No. Meritata? Sì. E pure tanto.

Cosa è cambiato dalla sfida di pochi giorni fa all’Olimpico? Una cosa su tutte, il nuovo acquisto l’olandese Malen. Insomma una cosa sembra chiara nelle regole del calcio, se tiri in porta hai più possibilità di segnare e soprattutto se poi hai anche classe la differenza si vede. Senza nulla togliere ai nostri pseudo attaccanti già presenti in rosa c’è da dire che questo arriva se presenta due tiri due goal, il primo gli viene annullato per un fuorigioco millimetro di quelli che ti fanno maledire la var, ma lui tignoso dopo pochi minuti ci riprova a te la butta dentro, esattamente al 26′ lo dico per dovere di cronaca. E sapete perché ci riprova? Perché c’è un Dybala ispirato che ora sa a chi passare il pallone e che riconosce i purosangue quando li vede. Con un solo allenamento alle spalle pare de vede due giocatori che se conoscono da anni.  Il calcio in fondo è facile, se hai i giocatori forti ed un allenatore che sa quello che fa i risultati indubbiamente si vedono.

Il primo tempo è stato esattamente quello che Gasperini s’aspettava: duelli, pressing alto del Torino, ritmi alti e pochissimo spazio per pensare. La Roma soffre ma manco troppo , perde qualche palla di troppo ma dietro tiene bene.

Ndicka e Mancini menano, ma con criterio. Svilar, quando chiamato in causa, risponde presente come sempre, senza fa’ er fenomeno ma senza manco tremà e tutto scorre nella norma fino all’internvallo con io che resto ammaliato dalla semplicità con cui un attaccante (sempre Malen) può tenere palla, stoppare bene, girarsi e reggere botta ai contrasti, far salire la squadra. Ma che davero davero un attaccante alla Roma po fa questo ?

Nel secondo tempo il Torino corre tanto, corre forte, ma corre spesso a vuoto. Perché la Roma, piano piano, capisce come uscire e soprattutto ha un uomo che continua a illuminare tutto. Paulo Dybala.

La partita di Dybala è da giocatore vero, da leader tecnico ed emotivo. Non fa il dieci che aspetta la palla sui piedi: viene incontro, si prende le botte, parla coi compagni, gestisce i tempi. Quando la palla passa da lui, la Roma respira. E quando decide che è ora di colpire, lo fa senza chiedere permesso. Al 72’ mette il sigillo alla sua prestazione con un Goal e con tocco delicato che è poesia.

Dopo il secondo goal il Torino prova a rialzarsi, alza il baricentro, spinge di più. Ma è proprio lì che la Roma fa vedere la mano dell’allenatore. Gasperini non si scompone, la squadra resta compatta, aspetta l’errore e colpisce in transizione. Intensità sì, ma pure cervello. Entra anche la giovane promessa Robinio Vaz. Pochi minuti ma si capisce anche qui che il Gasp ha su cosa lavorare, bei movimenti, bel fisico, bella spocchia perché senza timore tira e tira pure bene.

La Roma vince e convince. Gasperini nel post partita è contento, gli basta un giocatore che ha fortemente voluto lui per fargli tornare il sorriso e vedere la Roma segnare due Goal in trasferta.

A questo punto mi viene spontaneo dire e pensa mpo se se je comprano gli altri giocatori che chiede lui…pensa mpo se je danno retta.

E mo’, come direbbe qualunque romanista onesto: “Nun me fa sognà troppo… però continuate così, che ce divertimo”.

Phella